Con l'arrivo delle Smart Fortwo a cavallo del Duemila, molti automobilisti hanno iniziato a sfruttare le loro dimensioni compatte per infilarsi negli spazi di sosta in modo non convenzionale, posizionando il veicolo perpendicolarmente al marciapiede anziché in parallelo. Una tendenza che negli ultimi anni si è ulteriormente rafforzata con la diffusione dei quadricicli elettrici, sempre più numerosi nei centri urbani.
Il problema è che, fino a oggi, questa modalità di parcheggio non ha alcuna copertura normativa: la legge attuale la considera, a tutti gli effetti, un'infrazione. Le regole in vigore, infatti, non prevedono eccezioni legate alle dimensioni del mezzo e trattano allo stesso modo un'utilitaria di grandi dimensioni e una piccola smart, imponendo a entrambe lo stesso obbligo di collocazione.
Cosa prevede oggi la normativa
La regola generale, ancora pienamente in vigore, è fissata dall'articolo 157, comma 2 del Codice della strada, secondo cui, salvo diversa segnalazione, un veicolo fermo o in sosta deve essere posizionato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (o al margine sinistro nelle strade a senso unico), mantenendosi parallelo ad esso e nella direzione di marcia. Si tratta di una disposizione che non lascia margini di interpretazione e che, non a caso, è espressamente richiamata anche nei manuali operativi delle forze di polizia, dove la "collocazione irregolare del veicolo in sosta" viene descritta proprio come il mancato posizionamento parallelo al margine della strada.
Chi viene sorpreso a parcheggiare di traverso, quindi, va incontro a una sanzione di 42 euro, che si riduce a 29,40 euro se il pagamento avviene entro cinque giorni dalla contestazione. Va precisato che questa violazione non comporta alcuna decurtazione di punti sulla patente, trattandosi di un'infrazione relativa unicamente alle modalità di sosta.
La svolta nel nuovo Codice della strada
Le cose potrebbero però cambiare radicalmente. Il testo-base del nuovo Codice della strada, attualmente al vaglio delle associazioni di categoria (che avranno tempo fino al 13 settembre per presentare le proprie osservazioni), conferma sì l'impostazione generale già esistente per i centri abitati, ma vi affianca un’importante eccezione. Secondo quanto previsto dall'articolo 2.II.11, comma 2 della bozza, laddove non siano segnalati stalli di sosta oppure quando questi ultimi abbiano una larghezza pari o superiore a 2,80 metri, i veicoli con lunghezza pari o inferiore a 2,70 metri - quindi non solo automobili, ma anche motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli - potranno essere posizionati anche in senso perpendicolare rispetto al margine della carreggiata. In pratica, il legislatore prende atto di un'abitudine ormai consolidata e prova a normarla, invece di limitarsi a vietarla.
Una scelta pensata per ottimizzare gli spazi urbani
Dietro questa apertura normativa c'è un obiettivo preciso: ottimizzare l'uso degli spazi di sosta nelle città, dove il numero di veicoli in circolazione cresce più velocemente della disponibilità di parcheggi. Permettere ai mezzi più piccoli di posizionarsi di traverso, quando le condizioni della carreggiata lo consentono, significa poter sfruttare porzioni di spazio che altrimenti resterebbero inutilizzate. C'è però una condizione imprescindibile perché la sosta perpendicolare sia considerata regolare: il veicolo non deve in alcun modo sporgere oltre il limite della carreggiata, per non creare intralcio alla circolazione o pericolo per gli altri utenti della strada.
Se la norma verrà confermata nel testo definitivo, si tratterà quindi di una modifica che riguarderà da vicino soprattutto i proprietari di smart, quadricicli elettrici e mezzi a due o tre ruote, finalmente liberi di parcheggiare come molti, di fatto, fanno già da anni.